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Il rifiuto della razionalità è il tratto distintivo più caratterizzante dell’intero movimento, coniugato ad ogni tipo d’atteggiamento dissacratorio che abbia come scopo principale quello di distruggere l’arte borghese. L’impatto che ebbero le prime opere mostrate al pubblico fu incredibile, a cominciare da quelle dello stesso Duchamp o di Hans Richter, alcune delle quali in mostra a Pavia: opere anticonvenzionali, oltre ogni particolare forma d’arte esplorata fino a quel preciso momento. Da allora il Dadaismo ha proseguito questa sua ricerca al di fuori degli schemi precostituiti, fattore facilmente osservabile attraverso alcune delle opere in mostra di Innocente, Hans Clavin, Paul De Vree, o degli italiani Giovanni Sesia o Gianni Emilio Simonetti. Un lungo e accurato percorso espositivo nel tentativo di comprendere la portata storica che questo movimento ha avuto sulle nuove avanguardie artistiche, e soprattutto, n questo inizio di nuovo millennio, il dadaismo sia ancora vivo e possieda una sua ragione d’essere.
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Inedita la presenza tra gli artisti "esposti" del principe Antonio de Curtis, in arte Totò. Sarà infatti Totomodo, video curato da Achille Bonito Oliva, che proporrà allo spettatore un percorso nella poetica del grande comico campano, nel tentativo di comprendere attraverso il cinema gli aspetti più ironici e ludici del movimento dadaista.
Simona Silvestri
Pavia - dal 6 settembre al 17 dicembre 2006
Dadada. Dada e dadaismi del contemporaneo. 1916-2006
Castello Visconteo - musei civici Viale XI Febbraio 35 (27100) Pavia
orario: dal martedì al venerdì 10.00-19.00
sabato e domenica 10.00-20.00
giovedì 10.00-22.00
lunedì chiuso
biglietti: intero 9 euro
ridotto 6 euro
Prenotazioni gruppi e scuole: Opera d'Arte Milano
tel 0245487395
fax 0245487401vernissage: 6 settembre 2006. ore 20
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