
Girare il Brasile senza (quasi) spendere un soldo, percorrere in lungo e in largo l’Australia tosando pecore, visitare il Giappone o la Svizzera dando una mano ai contadini locali, passare i week end sulle colline toscane fra una vendemmia e una cena in campagna. Non si tratta di utopie di una redazione milanese in preda al cambio di stagione.. bensì di una concreta opportunità aperta a tutti coloro che sono disposti a piegare la schiena in cambio di aria pura e una nuova esperienza. Basta associarsi al WWOOF.
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Il WWOOF (World-Wide Opportunities on Organic Farms - Opportunità nelle fattorie biologiche del mondo) è un’organizzazione, nata nel 1971 in Inghilterra, che si propone di mettere in contatto una rete di fattorie biologiche con persone che desiderano, viaggiando, offrire aiuto; in cambio, i contadini mettono sul piatto vitto, alloggio e un’esperienza che potrebbe essere indimenticabile. L’ideatrice di WWOOF è Sue Coppard, una segretaria inglese che si trovò, di colpo, trapiantata dalla campagna inglese alla city più caotica d’Europa. Immaginò allora di trovare un mezzo per mettere in contatto persone che erano disposte a ‘sacrificare’ i propri fine settimana lavorando per le fattorie, e le fattorie stesse, in particolare quelle biologiche, che avevano bisogno d’aiuto. Il successo di questa iniziativa portò alla nascita di una vera e propria organizzazione che, negli anni ’90, grazie al boom di Internet, si espanse a livello mondiale.
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Oggi associazioni WWOOF sono presenti in più di 20 Paesi, sparsi per quattro continenti: dall’Australia alla Finlandia, dalle Hawaii alla Svizzera, passando per Giappone, Stati Uniti, Ghana e Uganda. In Italia WWOOF é un’organizzazione volontaria riconosciuta legalmente, attiva sul territorio dal 1992. Per farne parte è necessario pagare una modica quota: in cambio si riceverà una tessera nominale (che garantisce anche una copertura assicurativa contro gli incidenti) e la lista delle aziende agricole disposte ad ospitare.Fra queste, sono presenti realtà di piccole e medie dimensioni, tutte rigorosamente bio. Alcune sono vere e proprie aziende agricole, che vendono i loro prodotti e vivono di questo; altre invece sono realtà più piccole, a volte composte da un singolo contadino che vuole essere autosufficiente e coltivare i propri ortaggi biologici.
L’ospite non deve necessariamente avere delle esperienze pregresse in questo campo: da lui ci si aspetta soprattutto la voglia di imparare e di lavorare, oltre che alla fondamentale capacità di adattarsi ad uno stile di vita molto diverso da quello cittadino.La durata di questa esperienza viene concordata fra l’ospite e l’host: può essere di un solo fine settimana, un mese, addirittura un anno. Un modo diverso, quindi, di fare turismo, che permetterà ai volontari di girare il mondo con poca spesa e di confrontarsi con realtà e stili di vita completamente differenti dai propri.
Luisa Elena Mondora
Sito ufficiale WWOOF: www.wwoof.org
WWOOF Italia: www.wwoof.it
Per le fotografie, si ringrazia www.vogliaditerra.com, WWOOFer e bloggerBIBLIOTECA
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